Naples

THOUGHTS

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I always thought of how much travelling has shaped me. It was part of my education. It made me realize how much the lives change just crossing the borders.
The journey has allowed me to interpret the world in a different way, it taught me not to judge, not to be satisfied, it especially showed me how much life there is out, how much diversity coexists, how much I need to invest more and more in travel and less in the materiality. It taught me to give due weight to things, situations, to the convictions, to the time.
The travelling explained to me that I can be as I want, I can take any traditions, facets of character, anything I like from the world, I can take it and make it my own. It pushed me to constantly improve, to dream big. It brought me up to think before speak, it has led me to be more empathetic because knowing the man from many different corners of the world will learn to understand him better.
The travelling showed me what I like and what not, how much ignorance is cancerous, and not to take anything for granted. Above all it taught me to observe and reflect.

A bit like a mountain river to the source -it’s what we are- pure water virgin of the world, with only one road and we slide straight, and we don’t know other than that direction and those trees and those fish. And maybe one day -if we lucky- we will pour into the sea to find out how much of world we don’t even imagined not to know, and how there are countless roads of movement, or rather, no precise road because the sea is a blend of infinte directions without precise directions.
But if we were a river with a hundred tributaries, we could bring in a little bit more of the world.
We could explore more streets simultaneously, different landscapes and fauna, and we could build ourselves -and with greater certainty- the outlet to the sea, the change that opens you to life and you are no longer a river defined by an earth embankment, but you’re particles undefined, lost-found, no longer one direction but only exploration and simultaneous existence in a hundred different places.
I am there, facing a vastness without trails, a river that reaches the sea and then the ocean.
This, the life.
This, the travelling.
For me to live is to travel, an equation that leaves little space for everything else.
But traveling is also to share and teach.
And I want to take back what I’ve learned over the years, like playing cards I peach from the deck of my experiences to share something with you -but especially with me.
‘Cause traveling is also build memories, and memories should be relived to not to just die.
I was thinking this, while I watched the sea. Telling some past travel before begin to share those to come. Who wants to travel -back in time- with me? xx


Ho sempre pensato a quanto il viaggiare mi abbia plasmata. Ha fatto parte del mio processo educativo. Mi ha fatto capire quanto cambino le vite attraversando i confini.
Il viaggiare mi ha permesso di interpretare il mondo in maniera diversa, mi ha insegnato a non giudicare, a non accontentarmi, soprattutto mi ha mostrato quanta vita esista, quanta diversità coesiste, quanto bisogni investire sempre più nei viaggi e meno nella materialità. Mi ha insegnato a dare un giusto peso alle cose, alle situazioni, alle convinzioni, al tempo.
Mi ha spiegato che posso essere come voglio, che posso adottare qualsiasi tradizione, sfaccettatura caratteriale, qualsiasi cosa mi piaccia del mondo, io posso prenderla e farla mia. Mi ha spinto a migliorare continuamente, a sognare in grande. Mi ha educata a riflettere prima di parlare, mi ha portata ad essere più empatica perché conoscendo l’uomo da tanti angoli diversi del mondo si impara a capirlo meglio.
Mi ha mostrato cosa mi piace e cosa no, quanto l’ignoranza sia tumorale, e a non dare nulla per scontato. Soprattutto mi ha insegnato ad osservare e riflettere.

Un po’ come per un fiume di montagna alla sorgente -è questo che siamo- acqua pura vergine del mondo, con una sola strada e la percorriamo dritta, e non conosciamo altro che quella direzione e quegli alberi e quei pesci e forse un giorno -se saremo fortunati- ci riverseremo in mare per scoprire quanto mondo neanche immaginavamo di non conoscere, e quanto esistano strade infinite di movimento, o meglio, nessuna strada definita perché il mare è un miscelarsi di infinte direzioni senza direzioni precise.
Ma se noi fossimo fiume con cento affluenti, potremmo portarci dentro un po’ di mondo in più. Potremmo esplorare più strade contemporaneamente, paesaggi e faune differenti, e potremmo costruire noi stessi -e con certezza maggiore- lo sbocco al mare, quel cambiamento che ti apre alla vita e non sei più un fiume definito entro un argine di terra, ma sei particelle indefinite, perse ritrovate, senza più una direzione ma solo esplorazione ed esistenza simultanea in cento posti differenti.
Io sono lì, affacciata ad un’immensità senza sentieri, un fiume che arriva al mare e poi all’oceano.
Questa, la vita.
Questo, viaggiare.
Per me vivere è viaggiare, un’equazione che lascia poco spazio a tutto il resto.
Ma viaggiare è anche condividere e insegnare.
E io voglio riprendere in mano quello che ho imparato in questi anni, come carte da gioco, pesco dal mazzo delle mie esperienze per condividere qualcosa con voi -ma soprattutto con me.
Perché viaggiare è anche costruire ricordi, e ricordi vanno rivissuti per non morire e basta.
Questo pensavo, mentre guardavo il mare. Raccontare alcuni viaggi passati, prima di cominciare a condividere quelli che verranno. Chi vuole viaggiare -indietro nel tempo- con me? xx

OUTFIT OF THE DAY

DRESS: Vintage
BELT: H&M
SHOES: Unbranded
BAG: Vintage
SUNGLASSES: Zara

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2 Comments

  • Reply
    Vyolet
    9 May 2017 at 15:09

    A piece of erdoitiun unlike any other!

    • Reply
      dasynka
      16 May 2017 at 19:26

      Thank you so much, xx

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